TRADUTTORE

martedì 25 giugno 2013

VACANZE

Il rumore della pioggia mi fa compagnia durante questa notte insonne. Nel tardo pomeriggio mi sono gustata un ottimo elliniko kafe, consapevole che ne avrei pagato nel conseguenze rimanendo sveglia fino a tardi. Non importa. Sdraiata nel letto, attraverso la zanzariera, studio il reticolo delle travi del tetto, scorgo un piccolo geco che spunta da un angolo che mi scruta per qualche istante e se ne va, forse disturbato dalla luce del mio pc. Il Tatone dorme nel suo letto; al mio fianco il respiro dell'amato con-sorte. Qui non c'è connessione internet, il mio portatile me ne mostra l'icona con un'immensa croce sopra; l'antenna satellitare ha deciso di smettere di funzionare proprio un attimo prima della partenza del Gran Premio del Canada; i giornali italiani arrivano solo nelle edicole della città più vicina, che dista un'ora e mezza di strada. Non mi sento sola né isolata. Stamattina abbiamo ricevuto la visita della nostra amica Dina, ci siamo goduti il sole del mattino seduti in giardino, bevendo caffè e raccontandoci reciprocamente le novità accadute alle nostre vite e i sogni che intendiamo realizzare. Amo il silenzio di questa valle, intervallato dal suono della piccola campana di legno, caratterizzato dal canto degli uccellini che annunciano l'alba e che gorgheggiano durante tutto il giorno, rotto dai miagolii della piccola colonia felina che reclama il rancio quotidiano, punteggiato dal belato delle caprette al pascolo. Sorrido alle ultime arance rimaste appese all'albero, impossibili da raggiungere a quell'altezza; mi commuovo per i nuovi frutti che già sono spuntati appena sono caduti i profumatissimi fiori bianchi. La vite mostra orgogliosa grappoli vigorosi, lucenti, sani. I fiori di melograno ingentiliscono il verde circostante; quelli gialli dei fichi d'india fanno dimenticare le spine insidiose. Le gocce continuano a cadere sul tetto, fili d'argento che mi collegano al cielo, acqua che disseta, pulisce, ricrea.
Calamari e horta
Usciti dalla taverna di Jorgo siamo tornati a casa solo con la luce delle stelle, poi il meltemi ha portato nuvole scure e grevi di pioggia. Risento nella bocca il sapore di quell'ottimo rozè che Jorgo tiene sempre in serbo per noi. In cucina stasera suo padre ha superato se stesso con un fritto di calamari accompagnato da una porzione di horta dal sapore paradisiaco. Il Tatone invece ha fatto onore alla tavola con un piatto di pastitsio accompagnato da patatine croccanti e profumate di erbe locali.
Pastitsio
Amo questi luoghi dal sapore antico, questa vita dal gusto lento, queste persone dal cuore grande. Continuo a fantasticare su quel piccolo Caffè, chiuso ormai da anni, che sembra volermi aspettare. L'insegna “ ΓΥΝΑΙΚΩΝ ΤΟΥ ΚΑΦΕ” è un invito?  O una promessa?

4 commenti:

  1. Mi hai fatto sognare.Infinitamente grazie .
    Monica

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  2. mi sentita vicino a te... un viaggio meraviglioso! Grazie :)♥

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  3. mi sono unita al tuo blog grazie a kreattiva
    ti lascio l'indirizzo del mio blog se ti va ti passare mi farebbe piacere. ciao
    http://libricheamore.blogspot.it/

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  4. per un attimo ero in viaggio anche io...
    a presto Nahomi

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Grazie per le vostre parole...