TRADUTTORE

giovedì 11 luglio 2013

FETA A SORPRESA


Feta ...
Si riparte. A fatica, dolorosamente, malinconicamente, ma è necessario rituffarsi nella quotidianità. Il Tatone è l’unico a non soffrire troppo, finalmente può dedicarsi al suo adorato tennis e riprendere contatti con gli amici, godersi un po’ di tivù e internet. Per noi l’unica consolazione è l’aver ritrovato le nostre gatte, amorevolmente accudite durante la nostra assenza da zie e cugine. La nostra sofferenza non è dettata dalla voglia di “vacanza” ma nasce dalla lontananza da un luogo che ormai abbiamo assorbito completamente, da persone che comprendono il nostro animo, da una vita che vorremmo condividere a lungo. Piano piano, σιγά-σιγά, come mi hanno insegnato, ce la faremo. Per scacciare la nostalgia cosa c’è di meglio di un po’ di feta?
...a sorpresa!
Durante il nostro soggiorno abbiamo cenato con il nostro amico Jorgo in una deliziosa taverna in riva al fiume dove ho assaggiato questa “sorpresa”: perché non riproporla ai miei amori stasera? Prendo due fogli di pasta fillo, li ungo e li sovrappongo. Al centro metto una fetta di feta stagionata e chiudo a mo’ di pacchetto. Preparo tre porzioni che adagio sulla placca ricoperta di carta forno e che cuocio per 15 minuti a 190°. Appena sfornati i pacchetti li metto nei rispettivi piatti e li cospargo con un abbondante cucchiaio di miele di Creta (va benissimo quello di castagno, non deve essere troppo dolce) e semi di sesamo a volontà. Che bello ritrovare i sapori di casa!
Con questa ricetta partecipo al contest di The Kitchen Nook “Feta Contest”

http://thekitchennook.blogspot.it/2013/06/feta-contest-una-gara-per-voi.html   


lunedì 8 luglio 2013

RIENTRO


La mia tribù
Non è mai facile. Il tarlo mi stava già tormentando da due giorni nonostante tentassi, non sempre con successo, di scacciarlo dalla mia mente e dal mio cuore. Ho provato a fermare il tempo, a escogitare alternative, anche cercare nascondigli improbabili. Inutile, il calendario annuncia inesorabile il giorno della partenza. Come posso lasciare tutto questo? La natura incontaminata, il silenzio, la frescura, i colori e tutto ciò che mi lega a questo luogo? Come posso abbandonare i miei mici/amici che, dopo due settimane di pappe succulente e certe, dovranno nuovamente arrangiarsi elemosinando gli avanzi delle case o della taverna, cacciare in compagnia di volpi, furetti, tassi e istrici, oppure calarsi nei luridi bidoni della spazzatura per trovare un po’ di cibo? Mamma Gatta mi guarda dal tappetino azzurro mentre riempio le valigie, il suo sguardo liquido e triste sembra volermi salutare. Mi avvicino a lei, la accarezzo dolcemente, sussurrandole parole dolci. “Torno presto micina, aspettami”. I suoi prr prr echeggiano in tutta la casa, mancano solo sei settimane al nostro ritorno ma non so se ce la farà. E poi c’è Tommy che corre impazzito su e giù per la stradina accompagnandoci passo passo, come se avesse timore di vederci sparire da un momento all’altro. Cerco di consolarmi dicendomi che presto sarò di nuovo qui, mi guardo intorno e mi imprimo nella mente ogni dettaglio: le tendine nuove, i ninnoli, le foto delle nostre faccette sorridenti. La nostra amica Kathina si affaccia all’uscio con tre limoni succulenti, viatico per il nostro lungo viaggio, mentre la carissima Dina mi offre un vaso di tiglio essiccato per preparare ottime tisane rilassanti. Ho il cuore stretto in una morsa di tristezza, lacrime dispettose si affacciano tra le ciglia mentre abbraccio le mie amiche, Tommy mi salta attorno agitatissimo cercando di leccarmi le mani e la faccia. Avviamo il motore, chiudiamo le portiere, si parte. Tommy corre e corre dietro l’auto, le orecchie al vento, la lingua penzoloni, gli occhioni spalancati. Ancor prima di aver svoltato non lo vedo più, le lacrime me l’hanno nascosto. Annuso a pieni polmoni quest’aria profumata di resina e salsedine, cerco di calmare il mio pianto, Dimitra Galani in sottofondo ci accompagna per i numerosi kilometri che dovremo lasciare dietro di noi. Unica consolazione: una (due per lo stomaco insaziabile del Tatone!) succulenta pita me-ghiro nel solito, antichissimo, Kafenion del porto. Un ultimo sguardo al porto che si allontana, a questo Paese che amo tanto.

sabato 6 luglio 2013

LA MIA TRIBU'





Cinque o sei. Sono sempre loro, tornano ogni volta che arriviamo, come se riconoscessero i nostri passi, o il rumore delle valigie trasportate faticosamente lungo la stradina che porta alla nostra casetta in pietra. Si manifestano quasi subito, certi che, a pochi minuti dal nostro arrivo, compariranno anche le ciotole piene di pappa.  Ululone ha preso pieno possesso del primo scalino di accesso alla casa, costringendoci a un passo lungo per non calpestarlo, visto che lui non intende assolutamente muoversi dal suo trono.


Ecco Mamma Gatta, sempre più stanca e provata dalle continue gravidanze. Tenera e discreta, questa volta ha deciso che le sue ultime ore le intende trascorrere serenamente in casa con noi, sdraiandosi beatamente sul tappetino che le ho messo a disposizione e gustandosi i crocchini senza dover litigare con gli altri. Chissà come riesce a mangiarli con l’unico dente e mezzo che le è rimasto?


Piscinella non manca all’appello, vispo e vivace come sempre, si arrampica su e giù per la vite come un pompiere e ci si addormenta beatamente in precario equilibrio.
Triglia è sempre più imponente ma anche sempre più dolce e coccolone nei nostri confronti.
Papà Leone si manifesta solo raramente, così come Cognato, comparendo a volte  sporchi, altre malconci, dopo le sfuriate notturne con le bande avversarie. Silvestrina, detta Silvi, si avvicina cautamente: è sempre stata timida e riservata ma adesso aspetta per la prima volta i piccoli, lo è ancora di più!
Ogni tanto compare Arthur e qualcun altro ancora senza nome, ma sanno di essere ospiti in territorio altrui per cui si tengono a debita distanza e si accomodano al desco solo quando gli altri sono ormai sazi. Insomma, i nostri mici ci hanno accolto bene e ci lasciano usare il “loro” giardino in cambio di pappa e coccole. Noi siamo ben felici di accontentarli, sicuri che la nostra casetta in pietra è ben difesa da topi e da altri animaletti poco…graditi!
Ma questa volta abbiamo avuto una sorpresa: un nuovo ospite si è affacciato alla nostra soglia. Tommy, un cagnone di razza non ben identificata ma grande, rumoroso e maldestro come tutti gli adolescenti! I mici lo ignorano, certi della loro supremazia sul territorio, lui vorrebbe giocare ininterrottamente. Per cui ciotole vuote, guanti da lavoro, ciabatte, e tutto quanto gli capita a tiro è un perfetto giocattolo da portare qua e là e da nascondere. Siamo certi che ha una casa e un padrone ma, evidentemente, la nostra compagnia gli è molto gradita (e soprattutto la nostra pappa!). Come si fa a resistere a due occhi così?
Ringrazio i miei amici a quattro zampe che mi riempiono la vita e il cuore di ricordi che mi faranno compagnia quando sarò lontana da qui. Con questo post ringrazio anche Stefania del blog Melegueta che recentemente ha voluto insignirmi del premio Very Inspiring Blogger Award del quale vado molto fiera.







giovedì 4 luglio 2013

INSALATA SPINACI E FETA

Insalata spinaci e feta
Il sole splende alto nel cielo azzurrissimo. Lo so, ancora prima di aprire gli occhi. Una lama di luce filtra attraverso le persiane socchiuse, supera il filtro sottile della zanzariera e mi accarezza le palpebre. È ancora presto, ho appena contato sette rintocchi, ma la campana ci invita a festeggiare questa giornata calda e luminosa e noi accettiamo con gioia. Colazione veloce, veloce riempimento di ciotole dei nostri amici a quattro zampe, costume e via! La spiaggia di P. ci accoglie, ampia e silenziosa. È bello indugiare sotto il sole ancora dolce, tuffarsi nel mare cristallino e freddissimo, lasciarsi cullare dalla risacca per un pisolino fuori orario.
Spiaggia di P.
Qualche pagina di un giallo, uno schema libero di parole crociate con l’aiuto del con-sorte, tante coccole reciproche. Nonostante la temperatura dell’acqua il Tato non fa che nuotare e sguazzare, una paperetta gigante che gioca tra le onde! Rientriamo stanchi, affamati e, soprattutto, assetati. Cosa portare in tavola se non una pantagruelica insalata? Grazie agli spinaci novelli dell’orto della nostra amica Kathina (che, santa donna, me li ha portati già puliti!) ho preparato tre belle ciotole, arricchendole con cubettini di formaggio feta fresco, acquistato al caseificio locale, e ho dato una spruzzata di colore con un po’ di mais.  Un bel giro di olio evo, sale e pepe. Buon appetito amori miei, domani ci aspetta un’altra giornata di sole e mare. Però magari andiamo alla spiaggia di M., che ne dite?
Insalata spinaci e feta

lunedì 1 luglio 2013

BRICOLAGE

Portariviste da salotto...
I giorni di pioggia si sono allungati, regalandoci frescura e colorando di verde acceso la montagna davanti a noi. Mi siedo nello spazio profondo delle finestre che hanno solo le vecchie case e guardo il silenzio davanti a me. Dopo i rami più alti dell’arancio si apre la vallata punteggiata qua e là da piccole costruzioni bianche, il profumo delle gocce miste a resina mi raggiunge e mi inebria, gli sporadici belati delle caprette hanno sostituito il cinguettio degli uccellini che si sono rifugiati tra gli alberi. Si sta così bene qui. Il Tatone mi raggiunge e ce ne stiamo accoccolati per un po’ a sbirciare le manovre del gatto Ululone (abbiamo scoperto solo ora che non è Ululona bensì un micio troppo pudico che va in giro con la coda abbassata!) che tenta di raggiungere le ciotole di pappa senza doversi bagnare. Il pomeriggio sta scolorendo e per sconfiggere la noia decidiamo di dedicarci a un po’ di bricolage. Non ci sono molto portata, a differenza della mia mamma che con le mani crea meraviglie di ogni genere, ma oggi mi sento creativa. O forse è il luogo a ispirarmi, chissà? Abbiamo giusto bisogno di un portariviste e penso che questa vecchia scatola possa fare al caso nostro. Potremo rinforzarla con alcune assicelle di legno che abbiamo portato per avviare la stufa. Il Tatone si dichiara entusiasta del progetto e armato di pistola al silicone mi aiuta a creare la struttura. Invece di verniciarla decidiamo di coprirla con carta da pacco e vecchi quotidiani ridotti a pezzetti e, in mancanza di colla, abbiamo usato acqua e farina, secondo i provvidenziali consigli giunti via sms dalla mamma (la mia!). Che bello il risultato finale! Ed è anche robusto a sufficienza. Quasi quasi assembliamo altre tre assi e….ecco un praticissimo tavolino!
...trasformato in tavolino!