TRADUTTORE

mercoledì 24 luglio 2013

BICCHIERINI FREDDI



Bicchierini freddi

Guardo e riguardo le fotografie scattate durante le nostre ultime vacanze. Avanti e indietro, quasi ossessivamente, per ritrovare i profumi e i colori dei miei amati luoghi. Eccoci in taverna con Dina, e qui siamo sdraiati sulla nostra spiaggia preferita, all’ombra degli ulivi che affondano le radici nell’acqua salata. Un pesce stranissimo si avvicina mentre entro in acqua, sembra un piccolo nautilus dal quale fa capolino una specie di polipetto che si diverte a spruzzarmi con il suo naso a trombetta!
pesciolino misterioso
In quest’altra invece si vede una lunga tavolata imbandita, affacciata sul golfo di M., a casa dei nostri carissimi amici V. & V. Mmmmh che buono quel pranzo a base di tonno fresco alla brace! A fine pasto il mitico Vito ci ha servito un dolce strabiliante, creato dalla sua fantasia inesauribile. Un brivido di piacere che raffredda il palato e diffonde freschezza su tutta la pelle. Per combattere la calura e la pesante cappa di afa che incombe qui, travolti dal cemento e dallo smog, decido di reinventare i bicchierini freddi di Vito.
Vista dalla terrazza di V&V
Ho sbucciato 300 gr di pesche, le ho tagliate a pezzetti e le ho cotte con un cucchiaio di zucchero e un pizzico di cannella. Dopo circa 5 minuti la frutta era quasi completamente disfatta e l’ho frullata un pochino per renderla quasi una mousse. Mentre si raffreddava ho mescolato 100 gr di melone a pezzetti (Vito aveva usato i frutti di bosco…) con il succo di mezzo limone e un cucchiaino di zucchero e ho lasciato marinare almeno mezz’ora. Nel frattempo ho montato a neve 250 ml di panna freschissima e l’ho divisa in tre parti: in una ho aggiunto le pesche cotte, nell’altra un paio di biscotti secchi sbriciolati grossolanamente (versione di Vito: amaretti) e nell’ultima un cucchiaino di cacao amaro. Ho composto i bicchierini mettendo sul fondo i pezzettini di melone con il loro sughetto, poi la mousse ai biscotti, poi quella al cacao e per ultima quella con la frutta cotta.
Bicchierini freddi

Con questa ricetta partecipo al contest di Vale Cucina e Fantasia “Dolci Freschi”

domenica 21 luglio 2013

LANTERNE SELF MADE

Tenere occupate le mani per imbrogliare la mente. Contare punti, controllare schemi, disfare e ricominciare: tutto per non lasciarmi avviluppare dalle spire dei pensieri tristi, densi di presagi negativi. Una malattia inaspettata, piombata dal cielo come una tempesta estiva, e come tale capace di arrecare danni e lasciare dietro di sé una scia di fatica. Calma e pazienza: in coda agli sportelli, in attesa all’ambulatorio, prima di avere gli esiti. Il termine “paziente” è un invito, un auspicio o un ordine perentorio? Pagine e pagine riempite sul mio quadernino, la mia sang-a-sabur, la mia pietra paziente, appunto. Ma non basta ancora. Ho bisogno di occupare il cervello con numeri e schemi, che non lascino spazio a disperazione e angoscia. 
Lanterne all'uncinetto
Ho riscoperto l’uncinetto, passione infantile accantonata come tanti altri interessi alle soglie dell’adolescenza. Curiosando nella rete ho  scovato tanti blog dedicati a questo hobby, in particolare Relasé, nel quale vengono descritti oggetti, bijoux e idee di grande effetto ma anche di facile realizzazione. Nel mio capace cestino da lavoro ho trovato una piccola matassina di cotone bianco, nella quale stava infilato ancora il mio vecchio uncinetto rosso. Ho preso un piccolo vasetto di vetro vuoto e l’ho ricoperto con una maglia a filet molto semplice. Ci ho messo dentro una piccola candelina e … magia della luce! Confortata da tanto successo ho immediatamente creato anche la versione “big size”. Prossimi acquisti: qualche matassina di cotone di vari per nuovi progetti che mi frullano in testa!
Lanterne accese!

venerdì 19 luglio 2013

“SAREBBE BELLO…”.E BISCOTTINI ALLO ZAFFERANO

Biscottini allo zafferano
Mani che tremano, voce arrocchita dall’emozione, sguardo nascosto dietro una vistosa montatura bianca. Così ho visto il duo Ale&Franz all’inizio dello spettacolo “Sarebbe Bello” in collaborazione con il grande, mitico, Enrico Ruggeri.

Anfiteatro del Vittoriale
Location suggestiva, l’anfiteatro del Vittoriale affacciato sul Lago di Garda, serata mite e stellata. Quasi tre ore di musica e risate, intense ed emozionanti; la voce di Enrico e la comicità di Ale e Franz hanno creato un connubio unico, le loro arti si sono espresse e fuse l’una nell’altra, dando vita a uno show di grande valore, degno di essere ricordato per lungo tempo. Il turbamento iniziale di questi artisti già navigati mi ha commosso, la loro trepidazione interpreta un animo sensibile che ha saputo trasportare tutto il pubblico in un’onda di divertimento e di canzoni fantastiche. Conoscevamo già le doti di Enrico nella sua veste di ammaliatore, la vena comica pare scorrere naturale nelle sue vene. La sorpresa è venuta dal sempre ombroso Luigi Schiavone che si è messo in gioco sfoderando un insospettabile talento esilarante.
Vista aerea
Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, godendoci la frescura del lago e i luoghi non troppo affollati. Ci siamo accontentati di sgranocchiare un piccolo toast per cena, ancora sazi dell’abbondante merenda consumata prima di partire: caffè e biscottini allo zafferano, che ben si sono accompagnati a qualche fetta di prosciutto crudo e a un frutto di stagione. Per prepararli lavorato a crema 100 gr di burro con 50 gr di zucchero, ho aggiunto 1 uovo, la buccia grattugiata di un limone bio, una manciata di uvetta fatta rinvenire in un po’ di acqua tiepida. Ho aggiunto 200 gr di farina e il succo del limone nel quale ho fatto sciogliere una bustina di zafferano. Ho lavorato fino a ottenere un panetto dal quale ho prelevato delle piccole cucchiaiate che ho disposto su una teglia rivestita di carta forno. Li ho cotti a 180° per circa 15 minuti e gustati rigorosamente freddi. Gusto particolare, molto adatto a un brunch. Il nostro era un “dinnuch” o un “lunner”, comunque un matrimonio tra pranzo e cena. Ottimo e ben riuscito, come quello tra Enrico e Ale&Franz!
Biscottini allo zafferano

mercoledì 17 luglio 2013

TORTINE RICO-CIOCK

Tortina rico-ciock
Il mese di luglio è dedicato alla mia mamma: onomastico e compleanno a pochi giorni di distanza. Ogni anno mi piace sorprenderla con un regalo particolare che incontri i suoi gusti, che soddisfi un desiderio non apertamente dichiarato, che la lasci a bocca aperta. Per ripagarla di un’infanzia di stenti durante la seconda guerra mondiale, di un’adolescenza annegata nel duro lavoro in fabbrica, di tutto l’amore che ha profuso nel crescermi, bambina sempre triste e malaticcia. Ogni anno una cena in un ristorante diverso per provare portate e ingredienti che non si dimentichino facilmente, con la visita dello chef al nostro tavolo e la torta con le candeline accese che sfila tra i tavoli. Ogni anno mi diverto a inventare per lei un nuovo dolce che gustiamo insieme solitamente la domenica successiva, a conclusione dei festeggiamenti.
Tortina rico-ciock
Data la sua leggendaria golosità non è un compito particolarmente arduo e quindi ho mixato due dei suoi ingredienti preferiti: ricotta e cioccolato. Ho preparato una frolla con 100 gr di farina, 1 uovo, 50g di zucchero e 25 gr di burro morbido e l’ho lasciata riposare in frigorifero per almeno mezz’ora. Dopo questo tempo ho diviso l’impasto in 4 palline, le ho stese per foderare gli stampini per tartellette imburrati e infarinati; li ho coperti con un po’ di carta stagnola e cotti in forno a 170° per 8-10 minuti. Nel frattempo ho preparato la farcia con 100 gr di ricotta, 2 cucchiai di cacao amaro, 2 cucchiai di zucchero e un uovo. Quando le tartellette sono state cotte le ho riempite con  una dose abbondante di ricotta cioccolatosa e le ho rimesse inforno per altri 8-10 minuti.
Con questa ricetta partecipo al contest di Cappuccino e Cornetto “Ricette e Ricotta”.

domenica 14 luglio 2013

SFORMATO DI SPINACI E PATATE

Sformato di spinaci e patate
“L’avvocato è come un mago che dal cilindro delle parole grigie tira fuori un mondo a colori” (dal film La città ideale di Luigi Locascio). Il cinema rende gli spettatori bambini desiderosi dell’ennesima favola; una bella pellicola, come le fiabe, insegna, incoraggia, induce alla riflessione. Non esiste il titolo giusto: per ogni persona, per ogni gusto, per ogni orario, esiste una proiezione in grado di creare questa malia. Dietro quel piccolo pertugio rettangolare, posto sopra le teste degli spettatori ignari, c’è un mondo fatto di pellicole sintetiche e immagini digitalizzate, lampade potentissime e computer sofisticati. 
sala proiezione
Un solo uomo al comando, in una stanzetta troppo illuminata, pronto a riannodare le immagini, ridurre la temperatura dei macchinari, ripristinare un software; guarda il film proiettato, più e più volte, da quella piccola finestrella. Per lui la sala buia è un intimo salotto animato  da teste che si sfiorano, pop corn profumati, bisbigli e carezze fugaci. Solo lui, al momento giusto, abbassa le luci, avvia il proiettore, concede la pausa, lancia i titoli di coda e, solo alla fine di tutto, ci riporta nel mondo reale.
sala proiezione
 Al rientro si rimane spaesati, fatichiamo a parlare, abbiamo bisogno di meditare ed elaborare immagini, suoni, storie. La lenta masticazione ci avvicina all’ora di cena. Cosa c’è di meglio di piatto unico, preparato con ingredienti dal gusto inimitabile? Prima di uscire per andare al cinema ho lessato al dente 800 gr di patate, poi le ho sbucciate e tagliate a fette di circa mezzo centimetro. Ho fatto saltare in padella con olio, aglio in polvere, sale e pepe circa 300 gr di spinaci tritati grossolanamente. Li ho profumati con noce moscata e il mio adorato cumino. Ho foderato di carta forno una teglia quadrata, ho fatto un primo strato di patate, poi uno di spinaci, poi uno di provola dolce tagliata a dadini e poi ho ricominciato. Prima di mettere in forno a 190° per 40 minuti ho spolverato di pane grattugiato. Ho tenuto coperta la teglia con la stagnola per la prima mezz’ora, facendo fare la crosticina solo gli ultimi dieci minuti. Da gustare tiepida, solo alla fine del film!
Fetta di sformato