TRADUTTORE

domenica 11 gennaio 2015

SOAP OPERA: PASSIONE MONDIALE - 2^ PUNTATA

Pasqualino era il figlio del prete. Cresciuto da un’anziana coppia che aveva solo figlie femmine, era in realtà frutto della passione illegittima tra il curato e una giovane pecorella e la nomea gli era rimasta appiccicata addosso come la gomma da masticare quando ti scoppia in faccia e non riesci più a levarla. Strofini e ti affanni ma l’ombra scura riaffiora sempre.  Era buono come il pane, volenteroso e instancabile. Mi fece una corte serrata e mi innamorai perdutamente. Pasqualino avrebbe voluto diventare un calciatore, di quelli famosi e ricchissimi. Mi disegnava un roseo futuro in una villa con venti stanze, servitù a disposizione, vacanze nei luoghi fotografati nelle riviste dalla carta lucida che potevo leggere solo quando andavo dalla pettinatrice. Sognavo i vestiti della Loren e della Lollobrigida e il mio fidanzato mi giurava che sì, anche di più belli ne avrei avuti. “Lascia che mi noti l’osservatore dell’Inter e poi ti sposo!”
Il famoso osservatore non venne mai al campetto di Monte Gabbiano o, se venne, non notò il mio aitante Pasqualino che rimase a lavorare nell’officina  del padre a riparare automobili e motociclette. 
Dopo cinque anni di fidanzamento ci sposammo in ottobre con una cerimonia semplice. Pochi gli invitati che furono costretti a pagarsi il pranzo di nozze alla trattoria “Il Telegrafo”.   Ero di umore triste: non perché si fece “alla romana”, ai quei tempi si usava così, ma per la pioggia che cadde incessante tutto il giorno. La mamma, il papà, le amiche e anche Pasqualino cercavano di consolarmi con il detto “sposa bagnata” eccetera ma io ero stizzita e contrariata perché il mio lungo strascico bianco diventò subito nero non appena misi i piedi sul sagrato della chiesa.
Dopo tanti anni insieme posso però affermare con certezza che ebbero tutti ragione nel declamare quel proverbio: l’amore sorride ancora sulla nostra unione!

FINE DELLA SECONDA PUNTATA

I BISCO-MUFFIN!

Natale è passato ma tu, piccola befana mancata, hai ancora parecchi regali da scartare. Ti siedi sul tappeto e, circondata da carte e fiocchi colorati, ti diverti come una bambina anche se gli anni da contare sono davvero troppi. Apri l’ultimo pacchetto con mani impazienti di curiosità. Troppo quadrato per essere un libro, troppo grande per contenere un gioiello, troppo piccolo per quel delizioso maglioncino di cashmere che hai adocchiato l’altro giorno. Non credi ai tuoi occhi! Una biscottiera elettrica! ma quale gioiello, ma quale maglioncino! Ecco cosa ci vuole per far felice una food blogger: qualsiasi aggeggio, elettrico o meno, legato al mondo culinario, la manderà in estasi! Estrai delicatamente l’involucro scoppiettante, giri e rigiri tra le mani quelle due piastre che già promettono dolcezze, tuffi il naso nel ricettario. Ecco, su questo è meglio stendere un pietoso velo: è scritto con un lessico…indecifrabile.
Decidi subito di cimentarti, optando per un impasto morbido che ben si adatta agli stampini a cuore che ispirano morbidezza, scegliendo il cacao per un tocco di golosità in più. Ed ecco il risultato: biscotti teneri, soffici come muffin.
I BISCOMUFFIN NELLA BISCOTTIERA ELETTRICA
Ho lavorato a crema un uovo con 100 gr di zucchero; ho aggiunto 250 gr di farina, 20 gr di cacao, 60 ml di olio, 250 gr di latte di soia, 1 bustina di vanillina, ½ bustina di lievito. Ho mescolato bene con una frusta per evitare la formazione dei grumi. Ho versato l’impasto negli stampini della biscottiera, ho chiuso, infilato la spina nella presa e atteso 8 minuti dall’accensione del led rosso. (Per la cottura tradizionale 25 minuti in forno a 180° ma poi diventano muffin e non biscotti)!

Ta-da! ecco i biscotti muffinosi, che orgogliosamente partecipano al primo contest di La Pasta Risottata.



giovedì 8 gennaio 2015

TORTA AI FICHI SECCHI


 

TORTA AI FICHI SECCHI

Tagliare 5 fichi secchi in piccoli pezzetti e metterli a mollo in poca acqua cui andrà aggiunto un cucchiaio di rum. In una ciotola versare 250 gr di Farina Bianca, la scorza grattugiata di 1 arancia bio, 100 gr di zucchero, 1 uovo, 50 ml di olio, 200 gr di latte e il succo dell’arancia (circa 50 gr). Mescolare bene. Aggiungere 1 vanillina e 1 bustina di lievito. Scolare i fichi secchi e asciugarli con un po’ di farina e unirli all’impasto della torta. Se fosse troppo denso utilizzare l’acqua dell’ammollo dei fichi per diluirlo. Versare in una teglia di 24 cm ricoperta di carta forno e cuocere a 180° per 30-35 minuti.

 

Dedicata alla protagonista della soap “Passione Mondiale” la cui prima puntata è appena andata in onda!


lunedì 5 gennaio 2015

SOAP OPERA: PASSIONE MONDIALE. Puntata nr. 1


PASSIONE MONDIALE. Puntata nr. 1

Mi chiamo Bianca Gusmattioli ma il mio cognome da ragazza è Farina. Quinta e ultima figlia del fornaio di Monte Gabbiano, piccolo comune del cremonese incastrato tra le rive del Po e la provincia di Piacenza. Quando leggo sulle riviste femminili le storie di vita vissuta mi accorgo che adesso va di moda cominciare il racconto dalla fine, o dal mezzo. Ma io sono ormai un'anziana signora, tendo a confondermi, per cui preferisco iniziare la mia narrazione dal principio e seguire il filo della storia come quello di un gomitolo.

Sono nata nel 1948, sul tavolo da cucina. Mio padre decise di festeggiare la fine della guerra seminando nel ventre generoso di sua moglie un altro figlio. E così, dopo due femmine e due maschi ero arrivata io, piccola e urlante. Mio fratello Zaverio,  vedendomi così pallida, mi impose il nome di Bianca, non pensando (ma nessuno degli adulti lo fece) alle conseguenze provocate dai miei dati anagrafici: Bianca Farina, figlia del fornaio. Una barzelletta che mi tormentò durante tutta l'infanzia,  a volte anche dopo.

A parte questa infelice congiunzione nominale la mia vita è stata serena, direi quasi felice. Ho fatto solo le scuole elementari, poi c’era da aiutare papà al forno. Due braccia in più non guastano mai, mi diceva sempre. A dieci anni ero già dietro al bancone a servire la gente del paese, a quindici mi sono fidanzata, a venti ero moglie, a ventidue madre.
 
 

martedì 30 dicembre 2014

PALLINE DI SALMONE

Vi manca, ma proprio tanto. La vostra casetta in pietra quest’anno rimarrà sola durante le feste, nessuna lucina ad allietare la piccola tettoia, niente palline rosse a crochet tra una trave e l’altra. Le disposizioni aziendali non concedono deroghe e sarete obbligati a sopravvivere a ritmi lavorativi assurdi, musi lunghi di clienti insofferenti, code anche solo per comprare due panini. Avete trascorso la giornata di Natale dormicchiando sul divano della nonna, sazi di buon cibo e ancora miglior vino, cullati dalla voce dei partecipanti alla tombola familiare. Il celeberrimo veglione vi vedrà tutt’altro che vegli, accoccolati davanti al camino con un buon calice di Moschofilero a consolarvi.
PALLINE DI SALMONE 
Schiacciare 300 gr di salmone lessato e 300 gr di patate lessate e mescolarli con 2 cucchiai di  yogurt bianco e 1 uovo. Regolare di sale. Preparare delle polpettine da passare nel pangrattato. Cuocere in forno a 180° per 20 minuti circa, fino a doratura.
Si ringrazia la cara amica Carla del blog Un'arbanella di basilico per questa ricetta che allieterà la vostra serata.

foto dal web