TRADUTTORE

venerdì 8 marzo 2013

CHEESE CAKE ARANCIA E CIOCCOLATO

Locale alla moda imbottito di donne poco vestite e urlanti in direzione di un palco popolato da omaccioni muscolosi, lucidi e ancora meno vestiti. Sono in imbarazzo, vorrei scappare: mi avevano promesso una tranquilla cenetta tra amiche in occasione della “Festa della Donna” e mi ritrovo circondata da femmine di tutte le età scalmanate, sudate, senza freni inibitori. Troppo allegre, troppo truccate, sembrano arrabbiate e decise a prendersi una rivincita. Mi guardo intorno smarrita e incontro gli occhi dell’unico uomo vestito di tutta la sala. Non è un cameriere, non è lo chef, è un cliente che vorrebbe festeggiare il suo compleanno. Viene investito dalle occhiate incattivite di tutte le donne presenti: quale essere maschile osa disturbare il loro divertimento? Riconquista la porta, si scusa con il barman per l’intrusione e, inaspettatamente, mi lancia uno sguardo morbido come una carezza. 
Fetta Cheese Cake
Anche quest’anno, in occasione dell’8 marzo ho preparato una torta morbida e carezzevole: mi sono cimentata per la mia prima volta con una cheese cake. Ho frullato 200 gr di biscotti secchi, ho aggiunto 50 gr di burro sciolto e con l’impasto ho foderato il fondo di una tortiera da 22 cm, precedentemente coperta di carta forno, e l’ho fatto riposare in frigorifero. Nel frattempo ho preparato la crema mescolando 300 gr di ricotta con due panetti da 80 gr di formaggio spalmabile, ho aggiunto il succo e la scorza grattugiata di due arance, 1 uovo e tre cucchiai di zucchero. In ultimo, come ultimo tocco di golosità, ho unito anche una manciata di gocce di cioccolato. Ho versato la crema sulla base di biscotti secchi e ho cotto in forno a 180° per 40 minuti. Ho lasciato raffreddare una notte intera. Il giorno dopo ho preparato la glassa mettendo a scaldare in un pentolino 2 cucchiai di acqua e 30 gr di zucchero a velo. Appena raggiunto il bollore ho spento e aggiunto 60 gr di cioccolato fondente che si è sciolto piano piano da solo. Ho mescolato accuratamente e ho versato sulla mia torta e l’ho fatta raffreddare fino al momento di servirla.
Trascorreranno anni, troppi, prima che io riesca a ritrovare quegli occhi buoni nei quali perdermi. Il suo compleanno, adesso, lo festeggiamo a casa nostra. Insieme.  
Con questa ricetta partecipo al contest di Morena In Cucina – Un Dolce al Mese.

mercoledì 6 marzo 2013

GNOCCHI DI CAROTE PER UNA DOMENICA SPECIALE

Gnocchi di Carote
Esiste un giorno più speciale della Domenica? L’unica mattina in cui possiamo rimanere a letto un po’ di più, dormicchiare, coccolarci, parlare; spesso anche tutti e tre assieme. Quattro, se contiamo anche la gatta che si accomoda sulla pancia del “papà” e attacca il suo concerto di fusa e miagolii soddisfatti. A volte invece ci godiamo il silenzio irreale delle prime ore della mattina festiva e la luce lattiginosa che filtra attraverso le tende. Rimaniamo sdraiati vicini, al calduccio, giocando con i piedi sotto le coperte per non abbandonarci mai; ci leggiamo reciprocamente alcuni passi dei libri che ci hanno colpito; decidiamo il menù della nuova settimana che ci aspetta già domani.
E oggi? Cosa mangiamo oggi? Ci vuole qualcosa di esclusivo, che richieda tempo e dedizione, ma che regali gioia e soddisfazione.
Esiste un piatto più speciale degli gnocchi?
Per preparare gli gnocchi di carote ne ho lessate 350 gr con 150 gr di patate. Le ho schiacciate e impastate con 150 gr di farina, 50 gr di parmigiano, aggiustando di sale e profumando con noce moscata. Con l’impasto ho formato gli gnocchi tradizionalmente, lasciandoli lisci. Li ho cotti tuffandoli in abbondante acqua salata, raccogliendoli con un “ragno” appena salgono a galla. Li ho poi conditi con il mio ragù e con una bella grattugiata di formaggio.
Con questa ricetta partecipo al contest di Dolci Armonie“I Piatti della Domenica”.

lunedì 4 marzo 2013

LIEBSTER BLOG AWARD

Liebster Blog Award



Senza di lei forse il blog-posticino avrebbe avuto vita breve. Il suo sostegno, la sua simpatia, la sua disponibilità hanno infuso fiducia in questa novizia del blog, apprendista foodie. Tutte le parole che conosco non basteranno mai per ringraziarla, anche per l'ennesima dimostrazione di amicizia. Carmen, grazie di vero cuore per il premio Liebster Blog Award. Con grande piacere  mi accingo a rispondere alle sue domande:
Colore preferito? Blu
Hobby preferito? Cinema
Animale preferito? Gatto
Dolce preferito? Biscotti, di qualunque tipo
Piatto preferito? Le cozze!
Canzone preferita? “Prima del Temporale” di Enrico Ruggeri
Capo d'abbigliamento preferito? Twin-set
Mare o la montagna? Mare
Film preferito? “A single man” di Tom Ford
Cosa ti piacerebbe ricevere per il tuo compleanno? Un biglietto vincente della Lotteria!
A mia volta desidero premiare questi blog:


·        Tennis a Tavola
·        Rosa di Kreattiva
·        L'arcobaleno di Sara
·        Lola
·        Arte Creattiva
che a loro volta, se lo desiderano, potranno donare questo premio ad altri blog.
Per conoscervi meglio propongo un Mini Questionario di Proust: 
 
·        Il tratto principale del tuo carattere?
·        La qualità che preferisci in un uomo? 
·        E in una donna?
·        Il tuo principale difetto? 
·        L’ultima volta che hai pianto? 
·        Il giorno più felice della sua vita? 
·        Autori preferiti?
·        La canzone che fischi più spesso sotto la doccia?
·        Se dovessi cambiare qualcosa nel suo fisico?
·        Stato d’animo attuale?
·        Il tuo motto?

Grazie Carmen. Grazie, gracias, thank you, merci, danke.
Efharisto poli.

venerdì 1 marzo 2013

RISO IN BIANCO?

"Iso Bianco"
Il piatto preferito di mio figlio? Da quando è in grado di parlare mi ha sempre chiesto il “iso”, cioè il riso, con il posiutto cotto. Non so dove nascano i gusti personali, se siano frutto di assaggi o se esiste un gene che li determina e che viene tramandato di generazione in generazione. Propendo per questa seconda, personalissima ipotesi perché quando voglio prendere per la gola mio padre, cioè il nonno del Tato, gli preparo un bel piattone di riso in bianco. La cottura deve essere lenta, con la giusta quantità di acqua che viene assorbita completamente dal riso. Così rimane morbido e mantecato come un risotto, condito con olio e abbondante parmigiano grattugiato. “A bulgiott” chiamava mia nonna questa particolare cottura del riso e, nonostante tutti i miei numerosi tentativi, non sono mai riuscita a riprodurne la medesima consistenza. Ci vuole occhio, pazienza e tempo. Ecco la parola magica: tempo. Sempre scarso, limitato, insufficiente per tutto ciò che vorrei fare. Decido quindi di utilizzare per la prima volta il Cuociriso TW per preparare l’adorato riso bianco. Seguendo le istruzioni metto la quantità di riso e di acqua, senza condimento né sale. Chiudo i due coperchi, metto nel microonde e aziono il timer. In dieci minuti ecco un piatto fumante che condirò con olio, sale e parmigiano. Forse un po’ asciutto per i miei parametri, aumenterò le quantità di acqua la prossima volta. Articolo sicuramente efficace: mentre il riso cuoce posso dedicarmi ad altro, per esempio due scambi a ping pong con il mio atleta! Con.
Cuociriso Tupperware

giovedì 28 febbraio 2013

TUPPERWARE!

Tupperware
Quando si dice il tempismo. Arrivo a casa un tardo pomeriggio e incrocio il corriere-centauro che mi porge un voluminoso sacchetto blu elettrico. Non riesco nemmeno a ringraziarlo, a salutarlo, che è già in groppa al suo metallico destriero e si allontana rombando. Non mi tolgo neppure il cappotto, tanta è la curiosità di sbirciare cosa mi hanno spedito. Sono venuta in contatto casualmente (grazie Destino!) con questa importante azienda che mi ha immediatamente concesso la sua fiducia spedendomi i suoi migliori articoli che renderanno più lieta la mia vita di novella food-blogger. Ecco quindi un tradizionale contenitore giallo ma la sua versatilità mi sta già accendendo la fantasia. Potrei usarlo come “schiscetta” per il pranzo in ufficio dell’amato con-sorte, oppure metterci le verdure avanzate. Ma lo vedo anche come recipiente di tutte le cianfrusaglie che tengo in cucina, alle quali non posso/voglio rinunciare. Dal sacchetto fa capolino anche un piccolo attrezzino rosso fuoco: è carino, sembra un giocattolo con questo cordino da tirare. Sicuramente è un affilatissimo taglia tutto. E poi? Cosa spunta qui? Cos’è questa boule azzurra? “Cuoci riso per microonde” leggo sulle istruzioni. Fantastico, mi metto subito all’opera!
Tupperware