TRADUTTORE

mercoledì 18 giugno 2014

MINESTRA DI TRACHANAS E MELANZANE

Trachanas

La nostalgia è così intensa che cerchi ovunque un profumo, una voce, un piccolo indizio, che ti riporti là dove la tua anima trova finalmente la pace. Al rientro le tue valigie sono cariche di spezie e prodotti locali, caffè, formaggi e verdure che arrivano trafelati dal lungo viaggio ma sempre in ottima salute. A volte ti lasci tentare da articoli che non conosci ma dei quali, ne sei certa, hai letto qualcosa in proposito nel web. E quindi ecco spuntare dalla tua sporta un sacchetto di trachanas. Secondo Wikipedia trattasi di “miscela fermentata di grano e yogurt , di norma consumata come zuppa con l'aggiunta di acqua o latte”. La confezione è accattivante, è giunta l’occasione per provarla. Alla vista si presenta come piccolissimi spatzli, bianchi; ti inumidisci la punta del dito indice e te ne porti qualcuno alle labbra. Il sapore è gradevole: dolce e lattiginoso. Non puoi improvvisare, non è nelle tue corde. Meglio seguire i consigli di chi è più esperto di te e, soprattutto, è di madre-cucina greca! Grazie  ai consigli di Irene del blog grEAT - mangiaregreco hai preparato una minestra alternativa, dal sapore unico, gustosa e apprezzata anche dal Tatone che non è un grande amante del genere.

Minestra di trachanas e melanzane

MINESTRA DI TRACHANAS E MELANZANE


Sbucciare e tagliare a dadini una melanzana non troppo grande. Metterla in uno scolapasta con del sale e far perdere l’acqua per almeno un’ora. Nel frattempo  appassire una cipolla tritata in una padella con olio e un filo d’acqua. Aggiungere i cubetti di melanzana, sciacquati e asciugati, e lasciar insaporire per qualche minuto. Diluire ½ cucchiaino di curcuma in due cucchiai di salsa di pomodoro e versare nella padella delle melanzane. Far cuocere con l’aggiunta di un po’ d’acqua fino a rendere tenere le verdure. A questo punto versare 1 tazza da tea di trachanas e cuocere come un risotto, aggiungendo un mestolo di acqua calda alla volta. Profumare con prezzemolo tritato e servire con crostini di pane.
 

lunedì 16 giugno 2014

GNOCCHI DI RICOTTA


Gnocchi di ricotta

La ormai ex seconda H del liceo E. si ritrova al completo davanti ai tabelloni dei voti. I bocciati non rimangono sopresi, la telefonata del preside li ha già raggiunti il giorno degli scrutini; quelli “rimandati” non subiscono l’umiliazione di un voto scritto in rosso, come accadeva ai miei tempi. Adesso, nel massimo rispetto della legge sulla privacy, campeggia la scritta “giudizio sospeso”, come se quelle due parole non attirassero la medesima attenzione negativa dei voti rossi. L’unica cosa che desiderano tutti è rimanere almeno in venti e formare una classe, diversamente verranno divisi tra le altre sezioni. Non riescono a prendere in considerazione l’ipotesi di essere “vivisezionati”, questo è il termine che usano nei loro discorsi di quasi adulti; si promettono aiuti vicendevoli nelle varie materie per permettere ai rimandati di superare gli esami di riparazione. Ma tutti temono che questa sia l’ultima occasione per vedersi prima della ripresa di settembre. Poi, nonostante le promesse e gli scambi su What’s App, si disperderanno tra vacanze, centri estivi, campi scuola. Sono teneri nei loro discorsi nei quali si atteggiano a superuomini e superdonne, invincibili quanto impauriti dalle prime prove che la vita ha in serbo per loro. I saluti non finiscono più, dopo lunghi minuti di baci, abbracci, strette di mano e sorrisi ti ritrovi in macchina un adolescente triste e affamato.  Cosa meglio di un piatto di gnocchi consola un cuore infranto?

GNOCCHI DI RICOTTA

Lavorare  300 gr di ricotta, aggiungere  150 gr di farina,  60 gr di grana, 1 cucchiaio di  erbe aromatiche miste e un pizzico di sale  per ottenere un panetto liscio e compatto. Formare gli gnocchetti secondo la tradizione. Condimento con pancetta saltata in padella e una manciata di pinoli. 

 



Dedico questo post a Daniela di Decoriciclo per il suo Giveaway di Compleanno. Tanti auguri!!!

giovedì 12 giugno 2014

CANNOLI AGLI ASPARAGI

Cannoli agli asparagi
Hai trascorso il pomeriggio cercando di sistemare il tuo blog, organizzando pagine ed etichette. Hai letto qua e là qualche post: certo che hai scritto proprio tanto dall’apertura del posticino! Nonostante tu abbia cambiato stile di scrittura è facile abbozzare il tuo profilo: figlio e con-sorte amatissimi, due gatte viziate dal tuo desiderio di maternità frustrato, un lavoro per nulla gratificante, un paradiso dove rifugiarti appena puoi, qualche hobbies divertente. Sarai noiosa? Lenti affumicate dall’instabilità umorale non ti permettono di apprezzare il tepore della stagione che avanza, i colori e i profumi che, seppur confinati dall’inquinamento, sprizzano di vita nuova. Una novità, una svolta, un cambiamento. Ma lo vorresti veramente? Non sarebbe un ulteriore fatica, un gravoso fardello, un ulteriore stress? Le spire delle domande senza risposta ti stanno stritolando, nuovamente ti sei lasciata irretire dal tuo cervello malandrino.
Meglio mettersi in cucina, meglio mettersi il grembiule, meglio ringraziare Carla che nel suo blog offre sempre ghiotte occasioni per tenere occupate le mani e la mente.



CANNOLI AGLI ASPARAGI
Pulire 250 gr di asparagi e tagliarli a tocchetti tenendo però da parte le punte. Rosolare 2 scalogni tagliati a fettine sottili con un goccio di olio evo e ½ bicchiere di acqua, unire gli asparagi, salare, e cuocere per circa un quarto d’ora. A parte mescolare 100 gr di ricotta, gli asparagi a tocchetti, un po' di prezzemolo tritato e sale q.b. Lessare 250 gr di lasagne (anche verdi) in abbondante acqua salata cui si sarà sciolto 1 cucchiaio di olio, scolarle e asciugarle su un telo pulito. Versare il composto e le punte di asparagi sulle lasagne e arrotolarle formando dei cannoli, disporli in una pirofila e coprirli con una besciamelle preparata con 50 g di burro, 80 gr di farina, 300 ml e una bustina di zafferano. Cuocere a 180° per 15-20 minuti.

lunedì 9 giugno 2014

TORTA ALL'ACQUA

Torta all'acqua

Non hai ancora varcato la soglia del circolo tennis che già la titolare ti apostrofa: “Cosa mi porti per la festa???”. Panico: quale festa? Rammenti vagamente che a fine anno “accademico” la scuola tennis organizza una festicciola tra i partecipanti ai vari corsi, ma da qui a ricordati la data, e soprattutto che tu dovessi contribuire con qualcosa di mangereccio, ne corre! Fai la splendida e chiedi: “dolce o salato?”. “Quello che vuoi purché sia buono!” Oh là là!!! Ma la signora in questione si rende conto che sta parlando con una autorevole food-blogger??? E poiché pensi che con le tariffe che sborsate annualmente per i corsi del Tatone sarebbe dovere del circolo offrire una festa a dir poco faraonica….prepari un dolce “short hands”, tiè!
TORTA ALL’ACQUA, senza uova né burro.
In una ciotola mescolare 250 gr di acqua insieme a 30 gr di olio; a parte versare 220 gr di  farina, 150 gr di  zucchero, 1 bustina di lievito, 1 vanillina, la scorza grattugiata di un limone. Unite tutti gli ingredienti e mescolare con le fruste elettriche fino ad ottenere un impasto fluido ed omogeneo; versarlo in una tortiera da 24 cm cuocendo per 35 minuti a 180°. Spolverizzare con zucchero a velo una volta che la torta si è raffreddata.

Ringraziamenti al blog di Elena che ha generosamente offerto questa proposta.


giovedì 5 giugno 2014

CREMA DI RISO E CAROTE

Ormai hai deciso. E deposto le armi. Il corso “power-pilates” non fa per te. Almeno non più. Non da quando questi maledetti turni ti obbligano a mancare due lezioni al mese, non da quando l’età ha iniziato a bussare alla tua porta, non da quando saltellare e sudare per un’ora filata ti regala malumore e nervosismo anziché endorfine rilassanti. E quindi, visto che non lo puoi amare, cambialo! Opti per “sweet-pilates”: orari consoni ai turni, ritmi meno folli, insegnante decisamente più simpatica. I tuoi leggins e la tua maglietta suonano una nota falsa tra quelle tute di ciniglia avvolgenti; la tua coda di cavallo è quanto meno anacronistica tra quelle chiome cotonate, pronte per una cerimonia anziché per una lezione di ginnastica; il tuo peso si smarrisce tra quelle morbide rotondità. Ebbene sì, l’età media dei partecipanti è over 70! Mentre tu esegui squat a ritmo di musica il resto della truppa si intrattiene beatamente su nascite, malattie e morti di mezzo paese. L’insegnante, ormai rassegnata, non chiede più il silenzio: alza il volume dello stereo e si diverte insieme a te. Dopo gli esercizi ti godi i dieci minuti previsti per il rilassamento che ti permettono di uscire dalla palestra con il sorriso sulle labbra e la voglia di ballare. Evviva la terza età! 

CREMA DI RISO E CAROTE
Fare stufare una cipolla con olio e acqua. Aggiungere 500 gr di carote a rondelle e far insaporire. Unire 3 cucchiai di riso e 1 litro di brodo vegetale; salare quanto basta. Cuocere per 40 minuti. A cottura ultimata frullare e servire con un giro d’olio.