Natale è alle porte. Ma invece di organizzare il
domani la tua testa è assalita dai ricordi che, come folletti dispettosi,
sovrappongono ai clienti sconosciuti i volti dei nonni, degli zii e dei cugini
presenti alle tavolate natalizie della tua infanzia. Annuisci come un’ebete
alle richieste più disparate e ti sembra di tornare la bambina ubbidiente che
accontentava sempre i grandi. I piccoli elfi dentro la tua testa riescono a
trasformare le musiche della filodiffusione aziendale in profumi di risotto
“giallo”, rievocano le voci degli adulti che parlavano e fumavano, ignorando la
schiera di cugini che litigava sul tappeto. “Venite che c’è il panettone”: ma a
quel punto tu avevi già l’emicrania e non vedevi l’ora di tornare a casa,
rifugiarti nella tua cameretta ad abbracciare tuo bambolotto preferito,
abbandonando i nuovi giochi in un angolo.
“C’è ancora una fetta di pandoro, ne vuoi? O ti
verso altro spumante?” La voce del collega ti giunge ovattata. Spumante? Basta, grazie! Ne hai già bevuto abbastanza
alla bicchierata durante la pausa pranzo e adesso ne paghi le conseguenze
lavorando in compagnia di spiritelli molesti!
RISOTTO GIALLO DELLA ZIA PIERA
Buon Natale!




